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Six Sigma

Lo avete già sentito? Vi siete documentati? Siete arrivati alla conclusione che si può fare solo nelle grandi aziende e quindi il costo è superiore al ritorno? Riflettiamo un attimo...

 

La denominazione Sei Sigma (dal termine statistico di origine anglosassone Six Sigma) indica un programma di gestione della qualità basato sul controllo dello scarto quadratico medio (indicato con la lettera greca Sigma) che ha lo scopo di portare la qualità di un prodotto o di un servizio ad un determinato livello, particolarmente favorevole per il consumatore. Introdotto per la prima volta dalla Motorola nella seconda metà degli anni '80 diffondendosi poi ad altre importanti compagnie, come General Electric, Toyota, Honeywell e Microsoft.

L'obiettivo del metodo non è di stravolgere l'azienda per introdurre onerosi sistemi di controllo ma, più semplicemente è di raggiungere un tale controllo del processo (3,4 parti difettose per milione) da posizionarsi in cima alla lista delle aziende del vostro settore. Fino a non molti anni fa si riteneva che una difettosità contenuta in tre sigma (pari al 99,66% della qualità- circa 1350 ppm) fosse "soddisfacente" per il mercato. Poi la globalizzazione e la complessità delle filiere produttive hanno fatto il resto: se producete milioni di pezzi all'anno od al mese, pezzi che andranno a finire su chissà cosa e chissà dove sapete che 1350 pezzi solo potenzialmente difettosi possono trasformarsi in 1350 incubi notturni. 

Di certo si introducono limiti molto rigorosi sulla variabilità del processo produttivo. Tuttavia Sei Sigma, mirando all’eliminazione dei difetti e degli sprechi piuttosto che al semplice miglioramento della prestazione media, garantisce un impatto diretto sul cliente, inteso come fruitore del processo o prodotto. E si porta con se un progresso rispetto ad un modo di pensare ampiamente diffuso prima dell’introduzione del metodo.

Ancora una volta, ciò che migliorerà sono prima le idee, poi i metodi, infine i risultati....

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